La Canapa vista Ricreativa

A partire dal Gennaio 2016 l’Italia si è evoluta nel settore della coltivazione di Canapa legale, considerata tale se con un contenuto di THC (Tetraidrocannabinolo) inferiore a 0,2%.
Da quel momento l’evoluzione delle genetiche depositate è stata progressiva, creando da allora piante sempre più performanti nella produzione di CBD con sempre meno contenuto psicoattivo di THC.

Omer Canapa LightNel Maggio 2018 il governo Italiano ha voluto far luce in una lacuna venutasi a creare dall’interpretazione della legge, regolamentando la commercializzazione delle infiorescenze di Canapa Legale come prodotti Florovivaistici.
Tutt’oggi ci ritroviamo con un fenomeno sempre più in ascesa, la rivendita di infiorescenza imbustata attraverso tabaccherie, erboristerie, Grow Shop ed altro ancora che lascia stupefatti dal successo.
In tutto questo contesto, comunque si sono fatti largo anche una serie di prodotti “Illegali” o di pessima qualità che hanno sicuramente sviato il consumatore dalla filosofia vera e propria che la legge voleva esprimere.

Le infiorescenze infatti devono essere ad oggi accompagnate da più certificazioni, cosi da determinare senza ombra di dubbio la reale filiera produttiva e di commercializzazione. Le infiorescenze, inoltre, vanno accompagnate da tre certificazioni:

  • Certificazione del Produttore/Agricoltore/Azienda Agricola
  • Certificazione dei semi dalla quale nasce l’infiorescenza
  • Certificazione di Analisi del prodotto

Tutti questi controlli sono una garanzia per il consumatore finale, il quale non sappiamo cosa ne potrebbe fare del prodotto. Le bustine contenenti le infiorescenze di canapa legale vengono vendute ad “Uso Tecnico”, come “Profumatori Naturali per Ambienti” oppure come “Oggetti da Collezione/Decorazione”, ma potrebbero anche essere utilizzate in maniera impropria (ad es. fumandone il contenuto). Si rendono  i controlli quindi, indispensabili per verificarne la tossicità e stabilire che non siano stati usati nella coltivazione pesticidi vietati che verrebbero inalati.

La OMER srl si e’prefissata fin dal primo momento di fornire prodotti di qualità superiore, accompagnati da tutte le certificazioni occorrenti nel pieno rispetto delle leggi vigenti. Riportiamo di seguito quanto la FIT ha richiesto allo Stato di fare chiarezza sulla vendita di “Canapa Light” nelle tabaccherie.

Vendita della “canapa light”. Risso “Chiediamo chiarezza normativa”

Negli ultimi tempi è salita alla ribalta della cronaca la vendita del prodotto comunemente denominato “canapa light”.

Anche presso alcune tabaccherie d’Italia, oltre che attraverso altri esercizi commerciali e la rete internet, è iniziata la vendita di tale prodotto.

Come Federazione sappiamo già che la vendita di tale prodotto, al di là delle possibili ma non accertate implicazioni che potrebbero derivare dall’uso dello stesso, è oggi effettuata, promossa e pubblicizzata dai soggetti direttamente interessati come una vendita lecita, libera ed essenzialmente non riconducibile a specifiche prescrizioni.

Si tratterebbe di prodotti coltivati sulla base delle prescrizioni di cui alla legge n. 242 del 2016 e, conseguentemente, distribuibili e vendibili senza particolari limitazioni di sorta, se non sotto forma di raccomandazioni non vincolanti per l’esercente.

Considerata la confusione che c’è tra gli associati alla Federazione Italiana Tabaccai e soprattutto tra la clientela delle stesse tabaccherie Giovanni Risso, Presidente Nazionale della FIT chiede a nome dell’intera categoria: “un intervento chiarificatore sul tema, anche solo di tipo ricognitivo in ordine alla disciplina applicabile e soprattutto vorremmo conoscere quale sia la valutazione che gli Enti preposti (MEF, Ministero della Salute, Agenzia delle Dogane e Monopoli) ritengono di esprimere riguardo alla liceità o meno della vendita al pubblico dei prodotti a base di “canapa light”. Resta inteso che in assenza di diverse indicazioni utili a rilevare profili di illiceità riguardo la vendita di tali prodotti, ci riterremo legittimati a ritenere tali attività non vietate dalla legge e, come tali, esercitabili anche dalla nostra rete”.

In attesa comunque che i bradipi si muovano subissati dalle riunioni e dalle chiacchere inutili, lo Stato è sempre stato molto chiaro, in tabaccheria è vietato vendere surrogati del fumo e le infiorescenze ed i loro derivati sono definite dallo stesso non surrogati del fumo. Pertanto il clima di terrore creato intorno ai sequestri, revoca delle licenze e quant’altro è tutto falso in presenza dei requisiti richiesti dalla legge.